👫 «Arcipelago di Tutte e Tutti» 👬 • Alice

👫 «Arcipelago di Tutte e Tutti» 👬

👩‍🦰 Ciao a tutti!
Sono Alice, ho 20 anni, compiuti tristemente il mese scorso, in casa.
Sono socia Arci e volontaria presso il Circolo Arcipelago dal 2017, il quale è diventato fin da subito in poche parole la mia CASA, il mio RIFUGIO. Ne sento molto la mancanza, del luogo in sé, delle persone che ne fanno parte e dell’atmosfera che solo l’Arci sa dare.

🏠 Ciò che mi piace di più del Circolo Arcipelago è che fin da subito ho trovato persone aperte al dialogo, con cui parlare davvero di tutto, cosa che non mi era mai successa.

🎓 Studio Comunicazione e media contemporanei per le industrie creative all’Università di Parma e oltre a questo ovviamente faccio altro, tra le molte passioni e cose che mi piacciono c’è la musica, la cucina, il cinema, il teatro, la fotografia…

🎙️ Oggi sono qua per potervi raccontare un po’ una delle mie più grandi passioni, se non quella più grande in assoluto, ovvero il DOPPIAGGIO.

🎥 Siamo tutti affezionati ad almeno una voce che ci ha accompagnati nella nostra infanzia, di un personaggio del nostro cartone animato preferito, o del nostro attore preferito, o semplicemente per abitudine.
Io per esempio ne sono ossessionata, penso subito alle strane voci del doppiaggio dei cartoni animati e dei miei attori preferito, tra cui Jim Carrey, mio attore preferito fin da bambina e con il passare degli anni mi sono affezionata alla sua voce italiana, ovvero Roberto Pedicini, mio doppiatore preferito in assoluto.

🎞️ IL VOLTO NASCOSTO DEL CINEMA: IL DOPPIAGGIO.

In Italia, lo sanno tutti, i film stranieri sono doppiati e c’è da dire che siamo i migliori.
Ma la storia del doppiaggio è vecchia quanto la storia del cinema.
Fino agli anni Trenta i registi americani facevano doppiare i film dagli attori presi sul posto. Spesso però questi attori avevano un forte accento americano e qualche volta un po’ comico.
Dopo questo piccolo esperimento le case cinematografiche americane decidono di doppiare i film direttamente nei paesi interessati.
Nasce così la professione del doppiatore in Italia.
La scuola italiana di doppiaggio è tutt’ora una delle migliori al mondo, questo perché fin da subito si doppiavano non solo film stranieri, ma anche quelli italiani: in particolare nei film neorealisti – subito dopo la seconda guerra mondiale – dove gli attori erano quasi tutti presi dalla strada e per questo avevano poca credibilità nella recitazione, poi venivano doppiati in sala doppiaggio da bravi attori di teatro che davano belle voci piene di espressione.
I doppiatori italiani, del resto, hanno anche molte possibilità di caratterizzare il personaggio usando accenti regionali.
Per esempio un teppista del Bronx può avere una leggera cadenza romana, un banchiere può averla milanese.

🧐 Sulla questione doppiaggio ci sono da sempre due “scuole di pensiero”:
1️⃣ la prima dice che il doppiaggio distrugge l’integrità originale del film e ne distrugge perciò il valore estetico, e che quindi cancella le voci proprie degli attori: secondo alcuni, questo impedisce di apprezzare una buona parte dell’interpretazione originale, che non è fatta solo di gestualità e mimica, ma anche di pronuncia, timbro della voce, di intonazione e di tutte quelle sfumature che concorrono a caratterizzare il personaggio interpretato.
Naturalmente, alcuni attori la cui recitazione sul fronte della voce non è eccelsa, possono venire “recuperati” dalla bravura del doppiatore. Comunque, secondo questa corrente di pensiero, il doppiaggio è accettabile solo se diretto o supervisionato dall’autore stesso del film, perché in questo caso ne conserva il pregio artistico.

2️⃣ La seconda ci dice che il doppiaggio rispetta il pubblico e gli dà la possibilità di seguire a tutto tondo un film straniero molto meglio che leggendo i sottotitoli.
i sottotitoli, oltre a distogliere lo sguardo e l’attenzione sulle scene del film, non sono una traduzione fedele dei dialoghi originali.
Spesso infatti prima di essere doppiati i film vengono sottotitolati. Se guardiamo un film doppiato e allo stesso tempo con i sottotitoli, possiamo accorgerci molto facilmente che i dialoghi sono completamente diversi, questo perchè i sottotitoli sono la traduzione letterale di quello che viene detto, il doppiaggio invece “subisce” un cambiamento, ovvero l’adattamento.
Oltre al doppiatore, una figura importantissima è quella del traduttore e dell’adattatore o dialoghista.
Il traduttore traduce i testi originali in italiano, l’adattatore o dialoghista è la persona che si occupa di rendere le battute italiane della stessa durata di quelle straniere, rispettando il “labiale”, cioè il movimento delle labbra dell’attore straniero e questo porta ad un ulteriore cambiamento del testo.
Allo stesso modo l’adattamento del film deve occuparsi di trasferire nella nuova lingua modi di dire e battute umoristiche che naturalmente non si possono tradurre letteralmente.
Qualche volta doppiaggio e adattamento possono perfino cambiare le abitudini linguistiche degli italiani: per esempio l’esclamazione “Cristo!” sta entrando in italiano forse proprio attraverso il doppiaggio del cinema americano.
Le “invenzioni” dei doppiatori possono anche lasciare una traccia nella lingua parlata: come nella versione italiana di Rocky IV, prima dell’ultimo incontro con Rocky, il russo-cattivo-biondo lo guarda negli occhi e, minacciosamente gli dice: “Ti spiezzo in due!”: oggi questa frase è famosissima e si usa ironicamente nella lingua di tutti i giorni. La cosa curiosa è che la battuta non doveva essere proprio così, ma per renderla ancora più somigliante al russo il doppiatore ha inserito una “I” di proposito.

🍝 Che preferiate il doppiaggio o i sottotitoli una cosa è sicura: ITALIANS DO IT BETTER!

Alice Aldovini 🧡