👫 «Arcipelago di Tutte e Tutti» 👬 • Giuseppe

👫 «Arcipelago di Tutte e Tutti» 👬

🧑‍🏫 Ciao, mi chiamo Giuseppe.
Ho 27 anni e prima che il COVID-19 stravolgesse le nostre abitudini, le mie giornate si dividevano tra l’insegnamento, i ritardi di Trenord e le attività del Circolo Arcipelago.

🇺🇸 Il mio contributo a questo meraviglioso coacervo di racconti, musica, ricette e mitologia ci porterà oltreoceano, nel tentativo di illustrare sommariamente come funziona uno degli appuntamenti politici più importanti dell’anno: l’elezione presidenziale negli Stati Uniti d’America.

📺 Se i vostri amici o i vostri «congiunti» dovessero avere la malsana idea di seguire fino a notte fonda i risultati, trascinando nell’impresa anche voi, questo decalogo potrebbe essere un buon punto di partenza per non sentirvi disorientati tra swing states, magic number e opinionisti che alle quattro del mattino la tirano per le lunghe in attesa dei risultati dall’Oregon.

 Perché ci riguardano?
«Se un battito d’ali di una farfalla in Brasile, può scatenare un tornado in Texas», immaginate quanto possa influire la politica americana sul resto del mondo.
Nel 1929, ad esempio, la Grande Depressione si propagò immediatamente anche tra i paesi europei e a soffrirne fu soprattutto la Germania, che dopo le dure sanzioni subite per la sconfitta nella Grande Guerra, grazie agli scambi commerciali con gli Stati Uniti d’America, aveva avuto una notevole ripresa economica. Non possiamo affermare con assoluta certezza che senza il crollo di Wall Street non ci sarebbe stato il nazismo, ma è indubbiamente vero che la crisi ha creato una reazione a catena letale, spianando la strada al Partito Nazionalsocialista.

 Quando si vota?
Tradizionalmente si vota il martedì dopo il primo lunedì del mese di novembre (quindi tra il 2 e l’8 novembre).
Quest’anno le elezioni saranno il 3 novembre, anche se in molti stati è consentito il voto anticipato, per quegli elettori che non possono recarsi al seggio nell’election day.

🤔 Chi sono i contendenti?
I democratici e i repubblicani sono gli unici a contendersi realisticamente la presidenza. Si tratta di partiti molto diversi da come siamo abituati a concepirli in Italia e possono convivere al loro interno persone con idee politiche molto divergenti. In linea di massima, il Partito Repubblicano è su posizioni conservatrici, il partito Democratico liberali.
Al momento, anche se non c’è l’ufficialità, è quasi certo che il candidato repubblicano sarà il presidente uscente Trump, mentre il candidato democratico sarà Joe Biden, già vicepresidente durante i due mandati di Barack Obama.

🔴🔵I colori per riconoscerli: rosso per il Partito Repubblicano (Trump), blu per il Partito Democratico (Biden).

🚀 Il potere del Presidente: facendo un paragone molto azzardato, ma non poi così impreciso, nelle mani del Presidente degli Stati Uniti convergono sia le funzioni del nostro Presidente del Consiglio, che quelle del Presidente della Repubblica.

Fin qua tutto bene, adesso la faccenda si complica:

⚖️ La legge elettorale: i candidati, più che a ottenere la maggioranza dei voti assoluti degli americani, ambiscono ad ottenere la vittoria in ogni singolo stato.
Solo così possono ottenere la fiducia di almeno 270 dei 538 Grandi Elettori, il cui unico scopo è quello di eleggere il presidente. Ogni stato ha un numero designato di Grandi Elettori, che corrisponde alla somma dei deputati e dei senatori. La California, ad esempio, che è rappresentata da 53 deputati e da 2 senatori, metterà in palio l’assegnazione di 55 Grandi Elettori. Non importa se il candidato più votato la spunterà per un soffio o per milioni di voti, la vittoria, a prescindere dalle proporzioni, gli consentirà di far ottenere al proprio partito tutti i grandi elettori previsti per lo stato in questione.
Nelle ultime elezioni, questa legge elettorale, ha consentito a Trump di superare il Magic Number e ottenere 304 Grandi Elettori, contro i 227 di Hillary Clinton, nonostante la candidata democratica risultasse la più votata in assoluto dagli americani, con un margine di tre milioni di voti.

👥I deputati e i senatori: l’elezione dei deputati e dei senatori ha un ruolo secondario se paragonato all’Italia. Nel nostro caso, dopo che il Presidente del Consiglio viene nominato dal Presidente della Repubblica, il parlamento è indispensabile per dare il voto di fiducia al futuro governo – diffidate dai politicanti che contestano un presidente perché non è eletto dal popolo, vuole fregarvi! – negli Stati Uniti, il destino della presidenza, è slegato da quello dei membri del congresso (salvo impeachment) e anche i mandati hanno durate diverse.
Il Presidente viene eletto ogni quattro anni, i membri della Camera dei Rappresentanti a cadenza biennale e i senatori ogni sei anni. A volte la maggioranza delle camere può essere in mano al partito che ha perso le elezioni.
È quello che sta accadendo oggi, con la Camera dei Rappresentanti a maggioranza democratica e il Senato a maggioranza Repubblicana.

🦅 Swing State: come già detto, bisogna fare campagna elettorale stato per stato per sperare di vincere le elezioni.
Ce ne sono alcuni, però, dove la campagna elettorale sarà sicuramente più accesa che in altri. Si tratta degli Swing States, ossia quegli stati dove il voto è meno polarizzato e si può vincere (o perdere) facilmente tra un’elezione e l’altra.
Il caso più famoso è quello della Florida, che oltre ad essere lo stato più influente tra quelli contesi, nel 2000 è stata assegnata a Bush con uno scarto dello 0,01%.

🗺️ La geografia del voto: è difficile spiegare come votano gli americani per area/ceto sociale/etnia senza dilungarsi troppo, ma queste linee guida possono essere un buon punto di partenza per capire le intenzioni di voto degli ultimi anni. Molti stati costieri, che basano la loro economia sul settore terziario, sono «feudi» democratici, così come per i democratici votano in maggioranza gli ispanici e gli afroamericani. Anche nelle grandi città la maggioranza degli elettori è democratica, mentre nei piccoli centri tendono a votare per i repubblicani, che vincono anche nella maggior parte degli stati dell’entroterra e nel profondo sud, dove la forte presenza di afroamericani non riesce a incidere sul voto espresso dai bianchi. Anche la fede incide sul voto: se i non credenti, gli ebrei e i musulmani voteranno in maggioranza per il Partito Democratico, il Partito Repubblicano conterà certamente sul supporto di Evangelici e Mormoni.

🔎 Fonti per approfondire: per familiarizzare con il clima politico americano vi consiglio la visione del documentario «Fahrenheit 11/9» di Michael Moore, che a differenza di «Fahrenheit 9/11» si concentra sulla presidenza Trump, senza lesinare critiche anche all’establishment democratico. Se volete restare aggiornati da qui all’election day, invece, vi consiglio gli articoli del Post a firma di Francesco Costa e il suo libro «Questa è l’America».

🔚 That’s all folks !
Magari tra qualche settimana ci sarà permesso parlarne davanti a una birra, al Circolo Arcipelago ovviamente. 🍺

👫 «Arcipelago di Tutte e Tutti» 👬 • Alice

👫 «Arcipelago di Tutte e Tutti» 👬

👩‍🦰 Ciao a tutti!
Sono Alice, ho 20 anni, compiuti tristemente il mese scorso, in casa.
Sono socia Arci e volontaria presso il Circolo Arcipelago dal 2017, il quale è diventato fin da subito in poche parole la mia CASA, il mio RIFUGIO. Ne sento molto la mancanza, del luogo in sé, delle persone che ne fanno parte e dell’atmosfera che solo l’Arci sa dare.

🏠 Ciò che mi piace di più del Circolo Arcipelago è che fin da subito ho trovato persone aperte al dialogo, con cui parlare davvero di tutto, cosa che non mi era mai successa.

🎓 Studio Comunicazione e media contemporanei per le industrie creative all’Università di Parma e oltre a questo ovviamente faccio altro, tra le molte passioni e cose che mi piacciono c’è la musica, la cucina, il cinema, il teatro, la fotografia…

🎙️ Oggi sono qua per potervi raccontare un po’ una delle mie più grandi passioni, se non quella più grande in assoluto, ovvero il DOPPIAGGIO.

🎥 Siamo tutti affezionati ad almeno una voce che ci ha accompagnati nella nostra infanzia, di un personaggio del nostro cartone animato preferito, o del nostro attore preferito, o semplicemente per abitudine.
Io per esempio ne sono ossessionata, penso subito alle strane voci del doppiaggio dei cartoni animati e dei miei attori preferito, tra cui Jim Carrey, mio attore preferito fin da bambina e con il passare degli anni mi sono affezionata alla sua voce italiana, ovvero Roberto Pedicini, mio doppiatore preferito in assoluto.

🎞️ IL VOLTO NASCOSTO DEL CINEMA: IL DOPPIAGGIO.

In Italia, lo sanno tutti, i film stranieri sono doppiati e c’è da dire che siamo i migliori.
Ma la storia del doppiaggio è vecchia quanto la storia del cinema.
Fino agli anni Trenta i registi americani facevano doppiare i film dagli attori presi sul posto. Spesso però questi attori avevano un forte accento americano e qualche volta un po’ comico.
Dopo questo piccolo esperimento le case cinematografiche americane decidono di doppiare i film direttamente nei paesi interessati.
Nasce così la professione del doppiatore in Italia.
La scuola italiana di doppiaggio è tutt’ora una delle migliori al mondo, questo perché fin da subito si doppiavano non solo film stranieri, ma anche quelli italiani: in particolare nei film neorealisti – subito dopo la seconda guerra mondiale – dove gli attori erano quasi tutti presi dalla strada e per questo avevano poca credibilità nella recitazione, poi venivano doppiati in sala doppiaggio da bravi attori di teatro che davano belle voci piene di espressione.
I doppiatori italiani, del resto, hanno anche molte possibilità di caratterizzare il personaggio usando accenti regionali.
Per esempio un teppista del Bronx può avere una leggera cadenza romana, un banchiere può averla milanese.

🧐 Sulla questione doppiaggio ci sono da sempre due “scuole di pensiero”:
1️⃣ la prima dice che il doppiaggio distrugge l’integrità originale del film e ne distrugge perciò il valore estetico, e che quindi cancella le voci proprie degli attori: secondo alcuni, questo impedisce di apprezzare una buona parte dell’interpretazione originale, che non è fatta solo di gestualità e mimica, ma anche di pronuncia, timbro della voce, di intonazione e di tutte quelle sfumature che concorrono a caratterizzare il personaggio interpretato.
Naturalmente, alcuni attori la cui recitazione sul fronte della voce non è eccelsa, possono venire “recuperati” dalla bravura del doppiatore. Comunque, secondo questa corrente di pensiero, il doppiaggio è accettabile solo se diretto o supervisionato dall’autore stesso del film, perché in questo caso ne conserva il pregio artistico.

2️⃣ La seconda ci dice che il doppiaggio rispetta il pubblico e gli dà la possibilità di seguire a tutto tondo un film straniero molto meglio che leggendo i sottotitoli.
i sottotitoli, oltre a distogliere lo sguardo e l’attenzione sulle scene del film, non sono una traduzione fedele dei dialoghi originali.
Spesso infatti prima di essere doppiati i film vengono sottotitolati. Se guardiamo un film doppiato e allo stesso tempo con i sottotitoli, possiamo accorgerci molto facilmente che i dialoghi sono completamente diversi, questo perchè i sottotitoli sono la traduzione letterale di quello che viene detto, il doppiaggio invece “subisce” un cambiamento, ovvero l’adattamento.
Oltre al doppiatore, una figura importantissima è quella del traduttore e dell’adattatore o dialoghista.
Il traduttore traduce i testi originali in italiano, l’adattatore o dialoghista è la persona che si occupa di rendere le battute italiane della stessa durata di quelle straniere, rispettando il “labiale”, cioè il movimento delle labbra dell’attore straniero e questo porta ad un ulteriore cambiamento del testo.
Allo stesso modo l’adattamento del film deve occuparsi di trasferire nella nuova lingua modi di dire e battute umoristiche che naturalmente non si possono tradurre letteralmente.
Qualche volta doppiaggio e adattamento possono perfino cambiare le abitudini linguistiche degli italiani: per esempio l’esclamazione “Cristo!” sta entrando in italiano forse proprio attraverso il doppiaggio del cinema americano.
Le “invenzioni” dei doppiatori possono anche lasciare una traccia nella lingua parlata: come nella versione italiana di Rocky IV, prima dell’ultimo incontro con Rocky, il russo-cattivo-biondo lo guarda negli occhi e, minacciosamente gli dice: “Ti spiezzo in due!”: oggi questa frase è famosissima e si usa ironicamente nella lingua di tutti i giorni. La cosa curiosa è che la battuta non doveva essere proprio così, ma per renderla ancora più somigliante al russo il doppiatore ha inserito una “I” di proposito.

🍝 Che preferiate il doppiaggio o i sottotitoli una cosa è sicura: ITALIANS DO IT BETTER!

Alice Aldovini 🧡

QUANTO BASTA 🍴 • Le ricette di Arcipelago | PASSATELLI

👩‍🍳 È venerdì ed è l’ora della nostra consueta rubrica: “QUANTO BASTA • Le ricette di Arcipelago”

🍜 Stasera Sara Mengozzi ci porta in Romagna con i suoi PASSATELLI.

🗺️ Nei giorni scorsi di totale lockdown e con l’impossibilità di poter tornare a casa dalla famiglia, Sara ha deciso di fare un viaggio culinario che spazia dalle tradizioni di Romagna alle tradizioni di famiglia per sentirsi più vicina a loro.

🥣 I passatelli sono una delle ricette di questo viaggio. Sono un piatto semplice e molto “adattabile”, infatti non richiedono molti sforzi per la preparazione e sono adatti a qualsiasi stagione. Quindi si sposano benissimo con il tempo variabile di questi giorni, che passa da caldo a freddo ad ogni folata di vento.
I passatelli infatti si possono mangiare in brodo, ma anche asciutti, conditi ad esempio con rucola, pomodorini, speck e scaglie di grana.

🍽️ Provateli anche voi e diteci cosa ne pensate.

🙋 Alla prossima settimana con un’altra ricetta!

QUANTO BASTA 🍴 • Le ricette di Arcipelago | SPAGHETTI CON MAZZANCOLLE

👩‍🍳 Ed eccoci con il consueto appuntamento del venerdì: “QUANTO BASTA • Le ricette di Arcipelago”

🍝 Questa sera Serena Lampugnani, con il profumo dei suoi SPAGHETTI CON MAZZANCOLLE, vuole farci immaginare seduti ad un ristorante in riva al mare (segliete il vostro preferito) a mangiare del buon pesce appena pescato.

🧺 In piccoli e semplici passi, con ingredienti presi dai suoi rivenditori di fiducia come Casa Fattoria Orto e Pescheria Duomo, ecco a voi un piatto fresco, estivo e profumato.

🍺 In ultimo, il suo consiglio è di gustarvi i vostri spaghetti con una Franziskaner!

🙋‍♀️ Alla prossima puntata con un’altra ricetta!